The Visible Man

The work was born from a reflection on the image of an anatomical scale model in plastic: The Visible Man. This plastic model is a scale reproduction of the human body and it was created as an educational tool for young people. The skin of the model is completely transparent and we can see clearly the bones and the inner organs. Our body is visible and accessible only externally through the skin, the flesh, but also through its volume, depth and proximity. The light has not many chances to penetrate the body, guts and bones spend all their time in the dark and will remain inaccessible. We do not have a visual awareness of our internal organs, their rhythms and the psychological processes that keep us alive. From this point of view our body appears absent, obscure, invisible. People try to represent themselves by excluding their internal side and in the contemporary society the external side has become both the form and the function of being alive. We believe in what we see, without any verification from the inside, without any tactile, empirical check. Being visible means conforming to a code, there is no anatomically ability to be transparent and even in sleep, the moment of bodily absence, the visibility of our body paradoxically remains. The video explores the concept of visibility through six physical chapters, where fuzzy anonymous bodies pass through different places as reality merges with the surreal. The central part of the work was shot in the halls of the famous Natural History Museum “La Specola” of Florence. The Museum, officially inaugurated in 1775, presents himself like the place of anatomical visibility and it exhibits the inside of the human body and the animal one. The immobility of the Museum is put in contrast with the dynamic movements of three anonymous bodies, in a continuous reflection on what is visible and what is not.

concept, texts and choreography Jacopo Jenna
cinematography Duccio Ricciardelli
sound design Tommaso Selvetti
cast Elita Cannata, Marta Capaccioli, Veronica Cornacchini, Jacopo Jenna
original music chapter IV Michal Osowsky
video editing Marco Bartolini
direction assistant and photos Marco Foresti
costumes Ilaria&Veronica Cornacchini
production Jacopo Jenna & HZMOVIE 2008

Il lavoro nasce da una riflessione scaturita dall’immagine di un modellino anatomico giocattolo in plastica: The Visible Man. Questo modello è una accurata riproduzione in scala del corpo umano, è stato creato come strumento educativo per adolescenti, la sua particolarità è che la pelle risulta trasparente e permette dall’esterno la visione delle ossa e degli organi interni. Il nostro corpo risulta visibile ed accessibile esteriormente, attraverso la pelle, la carne, ma anche il suo volume, la profondità, la tangibilità. La luce ha poche possibilità di penetrare all’interno, le viscere e le ossa passeranno tutto il loro tempo al buio e resteranno inaccessibili. Non abbiamo una coscienza visiva dei nostri organi interni, dei loro ritmi e dei processi psicologici che ci tengono in vita. Il nostro corpo in questo senso ci risulta assente, oscuro, invisibile. L’individuo tenta di rappresentare se stesso escludendo il proprio interno e nella società contemporanea l’esterno diventa sempre più forma e funzione dell’essere. Crediamo in ciò che vediamo, precludendo ogni verifica dall’interno, ogni verifica empiricamente tattile. Essere visibili significa essere conformi ad un codice, non esiste un abilità anatomica per essere trasparenti e paradossalmente anche nel sonno, momento dell’assenza corporea, la nostro la visibilità rimane presente. Il video indaga il concetto di visibilità attraverso sei capitoli fisici, che presentano apparizioni e passaggi di corpi sfuocati, sfuggenti e anonimi in luoghi diversi dove la realtà si intreccia al surreale. La parte centrale del lavoro si sviluppa nelle sale del museo di Storia Naturale “La Specola” di Firenze, luogo per eccellenza della visibilità anatomica e dell’esposizione immobile di ciò che è all’interno del corpo umano ed animale. Il museo viene presentato come luogo del visibile, luogo dell’esposizione e luce dell’interno. La presenza dei corpi nel movimento si scioglie, prendendo una forma altra in un continuo riflettere su ciò che è visibile e ciò che non lo è.

Prefazione
Ciò in cui penetro è privo di luce visibile
Capitolo I
Il mio corpo è visibile solo se conforme ad un codice
Capitolo II
L’abilità anatomica di essere trasparenti
Capitolo III
Chi erano quei corpi
Capitolo IV
La carne è la visibilità del mio corpo
Capitolo V
L’inacessibilità delle viscere
Capitolo VI
Verifica tattile dell’interno. Nella cattedrale alberata.

/Screenings
CINESTESIA
videoart screening curated by Visual Container
Palazzo Leone da Perego, Legnano (Italy)

PIXILERATIONS [v.7]
New Media Fringe Festival
FirstWorks (Providence, Rhode Island)

Festival Miden videoart Festival
Kalamata (Greece)

FlashForward
curated by Alessandra Arnò e Giorgio Fedeli
[.BOX] Milano (Italy)

In/Visible
Jacopo Jenna solo exhibition
Interno 8 Prato (Italy) curated by Matteo Innocenti

Private Flate #5
Situaction (Florence-Italy)

Souvenirs from Earth
TV Station broadcasting a nonstop program of high quality Film and Video Art on the European Cable Network.(Germany)

Rushes Soho short film festival
Tenderpixel Gallery (London-U.K.)