Désir Mimétique

Il titolo è un riferimento libero al concetto di “desiderio mimetico” teorizzato dell’antropologo francese René Girard il quale sostenne che l’imitazione umana è alla base di molti fenomeni che caratterizzano il nostro comportamento. Il progetto vuole porre l’attenzione sulla percezione di alcuni elementi legati alla danza contemporanea partendo dal concetto di imitazione, come elemento basilare per l’incorporazione della danza e la trasmissione culturale, verficando come determinate informazioni e qualità di movimento si replicano o si trasferiscono da una persona all’altra attraverso un processo memetico.
[La memetica postula il meme come la fondamentale unità nella evoluzione sociale, un processo che viene trattato come tecnicamente equivalente all’evoluzione biologica e genetica. Il termine è stato coniato da Dawkins, per analogia con “gene”; indica una unità di informazione intellettuale o culturale, che sopravvive abbastanza tempo per essere riconosciuta come tale, e che può passare da una mente all’altra.]
Il processo di ricerca si concentra su principi semplici come la copia, la trasformazione e la ricomposizione attraverso la copia in diretta di filmati composti da vari esempi di coreografie dell’ultimo secolo, dai balletti di Nižinskij, passando per Merce Cunningham, Yvonne Rainer o ai passi di street dance di oggi. I movimenti, talvolta complicati o astratti, mutano in una nuova danza in cui l’errore diventa un elemento di novità che trasforma il processo di imitazione nella creazione di qualcosa di nuovo ed inaspettato.

Tappe del progetto
2017 – Fondazione Palazzo Strozzi & Lycée Victor Hugo Firenze
La Fondazione Palazzo Strozzi in collaborazione con l’artista Jacopo Jenna e il Lycée Victor Hugo ha promosso nel corso dell’anno scolastico 2016/17 un laboratorio dedicato al rapporto tra immagini e uso del corpo. L’attività è stata progettata da Jacopo Jenna e sviluppata insieme al Dipartimento Educazione di Palazzo Strozzi con l’obbiettivo di coinvolgere un gruppo di circa trenta bambini della scuola materna di età compresa tra i 4 e i 5 anni.

2018 – RicercaX
all’interno di Workspace Ricerca X a cura di Carlotta Scioldo e Erika Di Crescenzo ricercax.com
Residenze Coreografiche 3.0, Lavanderia a Vapore (Collegno)
sviluppato in collaborazione con: progetto Mindset / audience development curato da Mara Loro per Piemonte dal Vivo / Istituto Superiore Amaldi Saffra / prof.ssa Francesca Maria Rizzotti

2018 – Palazzo Grassi Punta della Dogana
Appuntamento speciale di Muoviti, Muoviti!
ciclo di workshop per bambini dai 7 ai 10 anni ispirati alle arti performative a cura di Susanne Franco 

2018 – Dance All Year Long by Location X (Odense)
Con un gruppo di ragazze dai 10 ai 12 anni presso ACKTIVITETSHUSET / OTTERUP

2018 – Cagliari FESTIVAL AUTUNNO DANZA e TUTTESTORIE / SARDEGNA TEATRO
con la classe III B dell’Istituto Comprensivo di via Stoccolma

Educational Project about transmission and trasformation of dance movements from a dance videos archive

The title of the project is a free reference to the concept of  “mimetic desire” theorized by french anthropologist René Girard, who argued that human imitation is at the basis of many phenomena that characterize our behavior. The project wants to focus on the perception of some elements related to contemporary dance starting from the concept of imitation, as a basic element for cultural transmission and to embody dance movements, verifying how certain information and quality are replicated or transferred from one person to another through a memetic process.
[Memetics is the study that postulates the meme as the fundamental driver of social evolution, a process that technically mirrors biological and genetic evolution. The term was coined by Dawkins and applied by analogy to the “gene”, thus indicating the unit of intellectual or cultural information able to survive long enough to be recognized as such and can be therefore passed on from one mind to the other]
The research process is based on simple principles such as copying, transforming and recomposing, observing the moving images on the screen made like a mash up of various examples of choreographies of the last century, from the ballets of Nizhinsky, through Merce Cunningham, Yvonne Rainer or today’s street dance. The occasionally complicated movements were transformed into a new dance, in which mistakes became a factor for innovation that turned the imitation process into the creation of something totally new.